sabato 26 aprile 2008

proust post


mercoledì 23 aprile 2008

blowing through the living matter


lunedì 21 aprile 2008

monkey see - monkey do

Sorridi di più. Per favore.
Sono stanca di facce tristi intorno. Qualcuno bisbiglia: ”C’è poco da stare allegri”. Lo sento. Laggiù. Rispondo che se sorridi, per una legge scientifica molto semplice, gli altri risponderanno con un sorriso. E questo piccolissimo gesto avrà un effetto incredibile su tutti. Se sorridi, per effetto dei neuroni a specchio, chi ti sta di fronte avrà come meccanica reazione, quella di sorridere a sua volta. Sempre per l’effetto degli stessi neuroni (geniali!), tu percepirai la gioia sprigionata da chi risponde stupito con un sorriso. Hai appena innescato una reazione a catena. Sarà banale ma cosa ci vuole? Fammi contenta. Io l’ho sperimentato. Fallo anche tu.
Entra nel negozio più snob della città. Scegli la commessa più stronza che riesci a trovare (ce n’è sempre una che crede di essere un’entità superiore solo perché indossa un abito Gucci – peccato sia quello della divisa del negozio). Mentre lei ti guarda con aria di sufficienza, tu sorridi. E sii molto gentile nei modi. Mentre sfoderi tutto il lavoro del tuo dentista, lei farà lo stesso. Si sentirà subito in sintonia con te.
Gesticola molto e fai la prova del dito. Sposta lentamente il dito da una parte all’altra, fingendo di gesticolare. Lei seguirà attentamente il dito con lo sguardo e smetterà di ascoltarti. Ma questa è una patologia tipica di chi fa la commessa da molto tempo. Un’altra storia. Non divaghiamo.

Vai dal tuo capo schiavista, e mentre attacca uno dei suoi cazziatoni migliori, accentua nello sguardo la tua tristezza, il dispiacere, la costernazione e la costipazione (oh, c’è chi come reazione ha anche questa – ci stava bene), e infine sfodera un tenero sorriso. Se i neuroni a specchio non fanno il loro dovere, non cambierà nulla rispetto al solito. Ma se lo fanno (e, a meno che non si tratti di un lobotomizzato, lo faranno) darai una svolta alla giornata!

Qualcuno ha fatto delle performance artistiche con questa tecnica: una stanza con proiettate alle pareti immagini di persone che guardano un film. Lo spettatore al centro della stanza guarda le proiezioni e diventa così attore esso stesso. Reagisce emotivamente e fisicamente alle immagini che vede. E cambia espressione a seconda del personaggio che sta osservando. Lo imita istintivamente.

Quanto è perfetto questo nostro corpo? Sfruttiamolo!



per maggiori approfondimenti guarda wiki

lunedì 14 aprile 2008

standing ovation

Alla mia veneranda età sto ancora cercando di capire cosa voglio fare da grande e cosa sono.
Odio tutti quelli che mi chiedono “che lavoro fai”, ma solo perché non so rispondere.
Comunque da grande, è facilissimo, voglio fare il giro del mondo in barca a vela, chiedendo passaggi qua e là e fotografando tutti quelli che incontro.
Cosa sono, al momento…solo tante belle parolone scritte in un curriculum che non ho voglia d’inviare.
Devo trovare un lavoro che non richieda lunghi colloqui sfinenti ed inutili perdite di tempo.
La madonnara potrebbe andar bene. Piazza duomo. Solo posizioni di prestigio.
A proposito di posizioni di prestigio mi viene in mente un altro lavoro sicuramente più redditizio e che non richiede sforzi intellettuali, ma non sono abbastanza dell’est, come direbbe una mia amica se la conversazione si svolgesse in un ristorante giapponese.
Oppure l’incantatrice di serpenti o la fachira. La fachira Casimira. Mi piace.
Allora cantiamo tutti insieme:


Lenta lenta, lemme lemme
muovere lentamente le mani fingendo di camminare
viene da Gerusalemme

mimare una casetta
la fachira Casimira

girare la mano sulla testa disegnando un turbante e mimare dei lunghi baffi
attraversa la città

unire le mani e muoverle a slalom
umma umma umma ma (2 v.)

muovere il braccio destro avanti e quello sinistro indietro, come gli egiziani
allah allah allah mi fa male ‘sta mano qua (4 volte)

piegarsi in avanti con le braccia come per pregare in arabo e mostrare la parte del corpo scelta, ogni volta diversa

Standing ovation. Grazie grazie. Ho un futuro davanti.

giovedì 10 aprile 2008

PercfetPartnerCreator®


È un semplicissimo mixer che ho appena brevettato.
Ingombro minimo. Prestazioni elevate. Design d’avanguardia. Eco compatibile.
E’ composto da due semplici moduli assemblabili:
- parte superiore.
A forma d’imbuto, serve ad inserire ed assemblare la materia di base.
- parte inferiore.
Mix e materializzazione materia raffinata.

Per testare l’effettiva efficacia del prodotto, ho inserito un cervello femminile, una cravatta, due occhi blu, un organo sessuale maschile perfetto, labbra carnose, un sorriso smagliante, una faccia da appena maggiorenne ed un corpo da appena maggiorato, capelli q.b.
Le materie prime sono un po’ difficili da reperire, ho dovuto sacrificare numerose cavie.
Dopo aver inserito le materie base nel contenitore ad imbuto (A), avvitare il coperchio (B).
Cliccando sul pulsante ON, le materie prime vengono compresse ed adeguatamente filtrate per poi essere trasferite nel contenitore sottostante (C – nell’illustrazione).
A questo punto impostare sul display a cristalli liquidi (D) le caratteristiche opzionali: doti caratteriali, tipo di umorismo, intelligenza, fascino, stile, gusto. ecc.
La macchina aggiungerà in autonomia la materia complementare (creandola attraverso un procedimento ancora non registrato e per questo top secret) e mixerà il tutto insieme alla materia base precedentemente inserita.
Schiacciando il tasto MIX (E), si avvierà il procedimento di creazione, modellazione e materializzazione del partner perfetto. Pronto a casa tua in cinque minuti.
Il PercfetPartnerCreator® ha inoltre il vantaggio di essere un investimento sicuro e a lungo termine: una volta stanchi del partner potrete facilmente liberarvene guadagnandoci (potete venderlo) o riutilizzare i pezzi buoni, per una nuova creazione (nessun rifiuto tossico disperso nell’ambiente).
Potete ripetere l’operazione quante volte volete, ma –attenzione- per il momento è garantito solo per 100 creazioni.
Potrete acquistare on-line, tra pochi mesi, questa fantastica invenzione alla modica cifra di $10.000.
Nell’attesa avete l’opportunità di sostenere il progetto attraverso donazioni (sono accettati assegni, bonifici e donazioni di organi).

E finalmente potrete liberarvi per sempre del fidanzato/a immaginario/a!


sabato 5 aprile 2008

five

Il numero cinque evoca nella mia mente, chissà perché, tempi quasi sempre legati all’epoca del liceo, all’adolescenza.

Il cinque di un’interrogazione andata male, quel numero odioso che non era una vera insufficienza, che uno si rassegna pensando di non aver studiato abbastanza, ma nemmeno un bel voto. Era quel numero stronzo di un professore puntiglioso. chissà se ancora si usano…

Il batti un cinque dei primi simpatizzanti della zulu nation e della musica hip hop e il gimme five di jovanotti che, sempre all’epoca, registrava la trasmissione musicale 1,2,3 Jovanotti! al Rolling Stone, proprio davanti alla mia scuola.

Five to one dei doors, e la scoperta di canzoni dal significato ambiguo (ma neanche tanto!).

Five il pupazzo di canale cinque, a ripensarci mi intenerisce, finito in un cassetto lontano della memoria.

Cinque anni con il primo vero fidanzatino.

Cinque stati attraversati nella stessa estate con l’interrail.

Una sequenza incredibile di immagini allegre e spensierate.

Se penso ad un significato da attribuire al cinque legato a questo momento, invece, mi viene in mente solo il 5x1000.

La sindrome di peter pan si fa sentire.




mercoledì 2 aprile 2008

supermercato parte terza: istruzioni per l’uso.

Viste le mie catastrofiche esperienze nei supermercati (se vuoi vedi qui e ), parenti ed amici si prodigano in numerosi consigli atti a redimere la disadattata qui presente, che pare non possa essere libera di frequentare clicca il pomodoro. Non sta bene.
Senza contare i volontari che si offrono di accompagnarla per mostrarle COME SI FA.
Perché non si limitano ad offrirsi di fare la spesa per mio conto e consegnarmela a casa? (li lascerei anche liberi di scegliere cosa comprare).
In ogni caso, ho raccolto un vademecum di tutti i consigli ricevuti, a qualche kamikaze di voi possono sempre servire!

  1. non andare MAI al supermercato il sabato o la domenica (e chi ci ha mai pensato a sprecare il we in posto del genere? O_o)
    mai dopo le 18, meglio al mattino (quindi: prendere un giorno di ferie per andare a fare la spesa).
  2. non andare di lunedì perché ci sono gli scaffali vuoti e il pesce non è fresco (cavoli, rimangono solo il martedì – ho il corso di tombolo - il mercoledì - torneo di pac man (un po’ vintage, lo so) – il giovedì e il venerdì.
  3. fare un elenco delle cose che realmente servono prima di recarsi al supermercato (da me verrebbe regolarmente perso nel marasma della scrivania o – se sopravvive – in quello della borsa).
  4. se proprio non si è in grado di scegliere in autonomia, seguire una signora di mezza età e mettere nel proprio carrello le stesse cose che sceglie lei (evitare solo la colla per dentiere e i pannolini da incontinenti).
  5. tenere gli occhi alti e lo sguardo focalizzato sul marchio che si prende di solito (???), senza lasciarsi deviare dalle novità. Non dar retta ai folletti degli scaffali nuovi.
  6. spingere con forza il carrello contro le vecchiette che non si spostano e travolgerle guardandole negli occhi con sguardo truce.
  7. riempire il carrello fino all’orlo (in questo sono bravissima) possibilmente di cose sane e utili (ncs).
  8. recarsi alla cassa precedenza gestanti e fingere di essere al terzo/quarto mese di gravidanza (dipende dalla conformazione fisica) per saltare la coda.
  9. correre all’auto senza guardare negli occhi l’extracomunitario che vuole riportare a posto il carrello e chiudersi subito in macchina.
  10. una volta sotto casa, dopo aver svuotato il baule dalle 10 buste, fingere uno svenimento e convincere il passante gentile a farsi accompagnare davanti alla porta, facendosi volontariamente carico di tutti i sacchetti.
  11. ripetere l’operazione almeno quattro volte al mese.