martedì 23 settembre 2008

Life is short. Have an affair!

Gli uomini accoppiati si dividono in tre categorie:

Gli infedeli multimediali
Quelli smanettoni che chattano come dei pazzi e si iscrivono a tutti i siti di incontri on-line possibili. Elaborano complicate strategie, hanno tre o quattro indirizzi e-mail e almeno due numeri di cellulare, di cui almeno uno segretissimo (cioè, ce l’hanno tutte tranne la moglie).
Per incastrare gli innumerevoli appuntamenti che rimediano sulla rete fanno salti mortali e si prodigano in collaudati teatrini: e-mail di presentazione standard, false identità, foto che risalgono ai tempi di Carlo Cudega, quando ancora avevano in testa qualcosa di riconducibile ad una capigliatura (tutti trucchi appresi su tradimento.net). La maggior parte di questi, nel profilo del network, se non hanno il coraggio di mentire spudoratamente sullo stato sentimentale, scrivono “è complicato”. Che sta solo a significare sono impegnato ma in cerca.
Per loro una fantastica novità dl web: www.ashleymadison.com , un sito per traditori impegnati. Molto più comodo. Non devi più inventare scuse o fingerti single. Non ti ritrovi l’amante in preda a crisi di gelosia o davanti ad improbabili richieste di scelta. Solo due persone sposate che voglio farsi una sana scopata extraconiugale. Ahhh. What else?

Gli infedeli finti santi:
Quelli ultrapremurosi che sembrano usciti da un libro di favole. Quelli che non ti fanno mai mancare un sorriso o un bel sabato pomeriggio al centro commerciale. Quelli che se ne escono un giorno qualunque con un pensiero carino o con un mazzo di fiori al tuo non compleanno. Quelli che sembrano i maritini perfetti e quando meno te l’aspetti…traac! Non te ne accorgerai mai, non ti verrà mai nemmeno il sospetto di un tradimento. Sono uomini di classe loro. Ti rispettano. Si trombano serenamente la segretaria nel motel durante la pausa pranzo, senza dare nell’occhio. E il martedì sera. Tanto per riempire il vuoto esistenziale che si viene a creare quando la mogliettina devota frequenta il corso di ceramica. Non danno mica fastidio a nessuno in fondo. Calcolano nei minimi dettagli modi e tempi. Una per volta.
Una fortuna incontrarne uno così.

Gli infedeli spudorati:
Quelli che ce l’hanno scritto in faccia che si tromberebbero anche un involtino primavera.
Quelli che sbavano per ogni gonnella che incontrano e che appena ti distrai sono su youporn a sognare qualche fuga con la tettonafinta di turno.
Se ti sei scelta uno di questi, bèh…è giusto che tu ne subisca le conseguenze.

E poi c’è una categoria fuori concorso, perché fa parte delle leggende metropolitane: l’uomo fedele. Quello di cui tutte parlano, ma nessuno l’ha mai conosciuto.
Quelle che tutte dicono di avere come compagno, ma che prima o poi casca in una delle tre categorie precedenti.

Per ognuno di loro è comunque un momento d’oro. Con la scoperta che l’infedeltà è causata da un gene tutto maschile, non c'è più nemmeno il bisogno di cercare rocambolesche e poco plausibili scuse.

E allora: la vita è breve, fatti l’amante anche tu!

sabato 13 settembre 2008

Mummificazione

È arrivata una nuova stagista in ufficio. Occhio pallato, qualche chilo di troppo e aria da tontolona. Poverina è molto giovane. Si sarà appena diplomata. Forse appena maggiorenne. Come? Ha ventidue anni. Si prende un anno sabbatico per decidere che facoltà scegliere. Dopo altri 3 anni sabbatici già presi per capire se provare a fare la stagista. Ognuno ha i suoi tempi. E poi è figlia di un padre impegnativo. Non avrà grosse difficoltà a trovare un lavoro.
Io la incontro dopo qualche tempo, per fortuna non è proprio vicinissima a me. Non ho la vocazione della baby-sitter. Entro nell’ufficio che la stagista divide con la mia collega. Un posto dove non hai mai nemmeno il tempo di andare ad espletare i bisogni primari e dove le scrivanie sono dotate di un comodo pappagallo. Di design però, eh!
(sembra quasi un decanter)
Entro nell’ufficio, dicevo, e vedo la stagista per la prima volta che mi rivolge uno sguardo incuriosito ed ammirato. Mmm. Simpatica. Le hanno parlato molto bene di me. Devo insegnarle tutto dice.
Certo. Non mancherò.

Cordiali saluti.

La osservo dalla scrivania poco distante, mentre al cellulare con l’amichetta del cuore spiega che lei è lì perché suo padre dice che è il posto ideale per una donna, non fai niente e alle 16: 30 te ne vai a casa serena con la saccoccia piena. Sarà. Ma forse ha sbagliato indirizzo. O perlomeno piano.

Accende il pc con molta calma ed apre un programma piuttosto difficile da usare. Avantissima questa stagista. Il programma in questione ha una confortevole interfaccia a sfondo nero, per non stancare gli occhi. La stagista, immobile, fissa con occhi sgranati lo schermo nero senza nemmeno aprire il foglio di lavoro. Forse non sa che bisogna premere FILE/NUOVO. In effetti, non è un’operazione semplice.

Passa mezz’ora e lei è ancora lì in fissa. Vado dalle vicine d’ufficio a chiedere se è tutto normale o se devo chiamare il pronto soccorso. È normale.

Mi sposto in un’altra stanza dove c’è l’unico pc con installato il programma che mi serve. La stagista mi segue e si siede dietro di me, ad un cm di distanza, e mi fissa. A mo' di condor. Mi manca l’aria e le chiedo se per caso le serve proprio quel pc. Le serve, come immaginavo. Deve finire un lavoro. Le cedo il posto e si siede davanti ad una colorata ed allegra interfaccia user friendly. Nemmeno questa volta riesce a trovare FILE/NUOVO. Fissa lo schermo con il pop-up che spazientito attende di avere istruzioni sul da farsi. È facile. Sta chiedendo: apri un nuovo foglio di lavoro? Apri un file esistente? Apri un modello? Vuoi un caffè al ginseng così magari ti svegli? Niente. Nessuna reazione. Fissa la schermo.
Alle 16:30 in punto spegne e se ne .

Il giorno seguente sono in un’altra sede. Mi arriva una mail con priorità alta dalla compagna d’ufficio della stagista.
Oggetto: mummificazione.
Testo: Trilli, ti prego, fammi uno squillo così vedo se reagisce. Sta fissando lo schermo bianco da quasi un’ora e non dà segni di vita. Non capisco nemmeno se respira. Non sbatte nemmeno gli occhi. Magari se suona il telefono reagisce in qualche modo e mi rassereno. Chiama!!!

Chiamo.
-sì, tutto a posto.
-respira?
-pare di sì.
-ha mosso gli occhi?
-sì, a posto. Mi rimetto al lavoro. Adesso sono più tranquilla. Grazie. Ero davvero preoccupata questa volta.
- quando vuoi. Sono qui per questo.

domenica 7 settembre 2008

car finder

Eccomi qui!!! Scommetto che vi sono mancata. Sono mancata anche a me. Chissà dov'ero. Però adesso che sono tornata riparto in quarta. Presente sul pezzo. E bella lucida.

Come ieri, appena rientrata a casa dalle vacanze. Prima di partire avevo lasciato l'auto in box e le chiavi a mio fratello, per farmi montare l'autoradio. Vado in box a prendere il bolide e trovo il vuoto. Nessun segno di scasso. Nessun graffio alla serranda. Niente. Chiamo mio fratello. Non risponde. Allora chiamo mia mamma che ha le chiavi di scorta. Non si sa mai che ci abbia fatto un giro. Ovviamente non risponde al telefono. Chiamo mio padre. Finalmente qualcuno risponde.Io molto scocciata chiedo dov'è la mia macchina e lui dice: " perché mai dovrei saperlo io dov'è la tua auto?" Ehm...hai le chiavi. Qui non c'è. E poi sei l'unico che risponde al telefono.

Non lo sa. 

Io devo uscire. Mi serve. Un lampo di genio mi guizza in testa e sorrido. L'ho parcheggiata in strada. Ma è passato molto tempo, mica potevo ricordarmelo.