Strada affollata del centro, in un pomeriggio qualunque.
Interno di un negozio, ancora più affollato della strada.
Sento una voce familiare. Una di quelle voci che rievocano un passato lontano. Rassicurante. Un suono dolce. Cerco di individuare da dove arriva quella voce inconfondibile.
Eccolo, è lui. Ma non ne sono certa guardando, come cavolo va in giro?
Indumenti di tre taglie più grandi, un enorme giubbotto e un cappuccio peloso in testa a coprire la faccia. Uno spiraglio rivela gli occhi vispi. Mah. Forse è solo ingrassato. Non lo vedo da tanti anni.
Che nostalgia. Il mio primo amore. Quello travagliato e puro di bambina. Il primo fidanzatino. Il primo che mi ha fatto battere il cuore. E poi rincorse. Tira e molla. Ingenui corteggiamenti.
Mentre incalzano nella mente ricordi e sensazioni, alzo la testa e lui è lì. Proprio davanti a me. Che imbarazzo. C’è anche una gnoccolona vicino a lui, sembra una velina (ha sempre avuto buon gusto).
Mi riconosce. I soliti convenevoli e poi gli chiedo cosa fa adesso. Lui mi guarda stupito e lei fa strane facce. Ma tanto è bionda, penso io, non fanno testo le sue facce.
Lui suona. Ah, bene! E spero che vadano bene le cose (con aria fiera e compassionevole al tempo stesso, pensando ad un altro artista mancato).
Suoni in qualche locale? Dove posso venire a vederti? (che piacere ritrovarlo, è sempre rimasto nel mio cuore)
Domani sarò al festival di san remo, mi dice incredulo.
Ancora più incredula io, lo saluto con affetto, titubante. Ci sentiamo. Tanti auguri.
Con la solita sensazione d’essere un’aliena (come quando mi nominano qualche FAMOSISSIMO telefilm o IL PERSONAGGIO DI PUNTA del grande fratello che non ho mai sentito nominare), stasera decido di accendere la tivvù. Cerco il telecomando disperso sotto stratificazioni di fogli e cartacce e accendo. Così. Tanto per vedere cosa succede lì dentro. Succedono cose. Cose incredibili. Mi sintonizzo sul festival. Eccolo. E’ lui. Sul palco. Introdotto sulla scena da quella vecchia canzone che canticchio da sempre. Era sua. Era lui. E lei era proprio una velina. L’ho trovata su google. Il festivalone della figura di merda. Il trofeo lo vinco io oggi. Ascolto la sua canzone e sorrido fiera, di vivere nel mio pianeta.
Interno di un negozio, ancora più affollato della strada.
Sento una voce familiare. Una di quelle voci che rievocano un passato lontano. Rassicurante. Un suono dolce. Cerco di individuare da dove arriva quella voce inconfondibile.
Eccolo, è lui. Ma non ne sono certa guardando, come cavolo va in giro?
Indumenti di tre taglie più grandi, un enorme giubbotto e un cappuccio peloso in testa a coprire la faccia. Uno spiraglio rivela gli occhi vispi. Mah. Forse è solo ingrassato. Non lo vedo da tanti anni.
Che nostalgia. Il mio primo amore. Quello travagliato e puro di bambina. Il primo fidanzatino. Il primo che mi ha fatto battere il cuore. E poi rincorse. Tira e molla. Ingenui corteggiamenti.
Mentre incalzano nella mente ricordi e sensazioni, alzo la testa e lui è lì. Proprio davanti a me. Che imbarazzo. C’è anche una gnoccolona vicino a lui, sembra una velina (ha sempre avuto buon gusto).
Mi riconosce. I soliti convenevoli e poi gli chiedo cosa fa adesso. Lui mi guarda stupito e lei fa strane facce. Ma tanto è bionda, penso io, non fanno testo le sue facce.
Lui suona. Ah, bene! E spero che vadano bene le cose (con aria fiera e compassionevole al tempo stesso, pensando ad un altro artista mancato).
Suoni in qualche locale? Dove posso venire a vederti? (che piacere ritrovarlo, è sempre rimasto nel mio cuore)
Domani sarò al festival di san remo, mi dice incredulo.
Ancora più incredula io, lo saluto con affetto, titubante. Ci sentiamo. Tanti auguri.
Con la solita sensazione d’essere un’aliena (come quando mi nominano qualche FAMOSISSIMO telefilm o IL PERSONAGGIO DI PUNTA del grande fratello che non ho mai sentito nominare), stasera decido di accendere la tivvù. Cerco il telecomando disperso sotto stratificazioni di fogli e cartacce e accendo. Così. Tanto per vedere cosa succede lì dentro. Succedono cose. Cose incredibili. Mi sintonizzo sul festival. Eccolo. E’ lui. Sul palco. Introdotto sulla scena da quella vecchia canzone che canticchio da sempre. Era sua. Era lui. E lei era proprio una velina. L’ho trovata su google. Il festivalone della figura di merda. Il trofeo lo vinco io oggi. Ascolto la sua canzone e sorrido fiera, di vivere nel mio pianeta.

15 commenti:
tu e Benigni sareste stati una bella coppia :)
cavolo...e io che ero contento di non poterlo vedere il festival quest'anno...
adesso mi hai incuriosito...
sammy, un uomo con un po' di senso dell'umorismo mi farebbe proprio piacere incontrarlo.
grilloz, non guardare. canta.
sicura che vuoi che io canti? guarda che sono stonatissimo...
io la blogger la conosco bene.
non era benigni.
era masini.
fatevene una ragione.
nooooo!!! piuttosto me la saldo! :) MASINI NO.
ma, si, ni, NO.
Si ma chi era io non ho mica capito!
Ma se lui vince il festival ci dici chi è, vero? Non penso che potrei resistere a questo dubbio atroce!
non vince :(
rimarrete con questa curiosità. Picchu non eri tu? sono con-fusa.
io invece sono contuso, ma per colpa degli sci, il festival invece non l'ho visto, ma secondo me era iva zanicchi!!!
Non ero io era Del Noce
ma chi l'ha vinto il festival? Trilli? il suo Amico Segreto?
sai...quaggiu' non arrivano i TG italiani....
idolo, per la zanicchi vale quanto detto per masini!!!! prrrrr
picchu del noce noooo!!! MI SOTTOSTIMI.
grilloz, ma secondo te...posso saperlo io chi ha vinto? ahah!!!
ah ok...mi stavo preoccupando un pochino ;D
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