mercoledì 18 febbraio 2009

il festival lo vinco io

Strada affollata del centro, in un pomeriggio qualunque.
Interno di un negozio, ancora più affollato della strada.
Sento una voce familiare. Una di quelle voci che rievocano un passato lontano. Rassicurante. Un suono dolce. Cerco di individuare da dove arriva quella voce inconfondibile.
Eccolo, è lui. Ma non ne sono certa guardando, come cavolo va in giro? 
Indumenti di tre taglie più grandi, un enorme giubbotto e un cappuccio peloso in testa a coprire la faccia. Uno spiraglio rivela gli occhi vispi. Mah. Forse è solo ingrassato. Non lo vedo da tanti anni. 
Che nostalgia. Il mio primo amore. Quello travagliato e puro di bambina. Il primo fidanzatino. Il primo che mi ha fatto battere il cuore. E poi rincorse. Tira e molla. Ingenui corteggiamenti.
Mentre incalzano nella mente ricordi e sensazioni, alzo la testa e lui è lì. Proprio davanti a me. Che imbarazzo. C’è anche una gnoccolona vicino a lui, sembra una velina (ha sempre avuto buon gusto). 
Mi riconosce. I soliti convenevoli e poi gli chiedo cosa fa adesso. Lui mi guarda stupito e lei fa strane facce. Ma tanto è bionda, penso io, non fanno testo le sue facce.
Lui suona. Ah, bene! E spero che vadano bene le cose (con aria fiera e compassionevole al tempo stesso, pensando ad un altro artista mancato).
Suoni in qualche locale? Dove posso venire a vederti? (che piacere ritrovarlo, è sempre rimasto nel mio cuore)
Domani sarò al festival di san remo, mi dice incredulo.
Ancora più incredula io, lo saluto con affetto, titubante. Ci sentiamo. Tanti auguri.
Con la solita sensazione d’essere un’aliena (come quando mi nominano qualche FAMOSISSIMO telefilm o IL PERSONAGGIO DI PUNTA del grande fratello che non ho mai sentito nominare), stasera decido di accendere la tivvù. Cerco il telecomando disperso sotto stratificazioni di fogli e cartacce e accendo. Così. Tanto per vedere cosa succede lì dentro. Succedono cose. Cose incredibili. Mi sintonizzo sul festival. Eccolo. E’ lui. Sul palco. Introdotto sulla scena da quella vecchia canzone che canticchio da sempre. Era sua. Era lui. E lei era proprio una velina. L’ho trovata su google. Il festivalone della figura di merda. Il trofeo lo vinco io oggi. Ascolto la sua canzone e sorrido fiera, di vivere nel mio pianeta.