lunedì 17 agosto 2009

happy go lucky

Una delle poche cose belle dell’estate in città, rimane il cinema all’aperto.
Che a parte l’afa, le zanzaresqualotigre e la coda per entrare, regala la possibilità di vedere sul grande schermo, i film persi durante la stagione.

Prima regola: non farsi ingannare dal titolo.
Se un film non l’hai sentito nominare per tutto l’inverno e nemmeno per l’estate, un motivo ci sarà, nonostante il bel titolo.

Seconda ed ultima regola (che le regole non mi piacciono): andare al cinema all’aperto in taxi.
Sì, perché poi succede che, magari, per caso, hai messo la borsa nel bauletto dello scooter e che una volta parcheggiato esattamente in corrispondenza del cinema, tiri fuori la borsa, farcisci per bene il bauletto con casco-felpa-acquistivarifattinelpercorso e chiudi di corsa.
Per poi accorgerti di non trovare il telefono proprio mentre inizia a squillare dal bauletto.
Cerchi affanata di aprire il maledetto ovale di plastica nera. Invano. La chiusura si è irrimediabilmente incastrata. Tenti uno scasso con tanto di cacciavite, sotto gli sguardi accusatori di un paio di anziane coppiette (che certamente di lì a poco chiameranno la polizia) senza nessun risultato. Sudi e ti spettini e tutto il tuo sapiente lavoro di maquillage svanisce nel nulla.

Infine stanno per chiudere la biglietteria e allora ti viene un’idea geniale.
Staccare il bauletto dallo scooter e portarlo con te al cinema a mo’ di borsa, lanciando una nuova moda.

Per fortuna ho la suoneria del cellulare che fa il verso del grillo, che al cinema all’aperto non se ne accorge nessuno se squilla.

venerdì 7 agosto 2009

diversamente attenta

Non è che io sia distratta. ASSOLUTAMENTE NO. Sono solo diversamente attenta. Ad esempio, quando prendo appuntamento dall’estetista alle 14 e mi stampo il biglietto sulla porta per non dimenticarlo e ci vado alle 4, non me lo sono dimenticato. È’ che la mia testa ha memorizzato il 4. Io ero attentissima a non ritardare.

Quando poi, mossa da pietà, l’estetista mi trova un posto libero per il giorno dopo alle 3 e mi presento alle 5, non me l’ero dimenticato. Solo che lo scorrere del tempo non lo percepisco come dovrei. Pensavo che fossero le 2 e mezza e invece erano le 5 e mezza. 

Quando l’estetista mi guarda arrivare incredula 
e mi dice: sei in ritardo di quasi tre ore
Io ribatto impassibile: oh, come passa il tempo.

Per fortuna nel tempo libero delledueluna mi fa da badante/segretaria onlus.

E’ che dell’estetista mi ero scordata di dirglielo.